Neve ventata

Il vento è ritenuto il maggiore “costruttore di valanghe”, questo descrizione risale a più di un secolo fa ed è attualmente validissimo. Il vento ha influenza sulla neve, sia quando cade che quando è depositata sui pendii e rappresenta uno dei fattori più importanti per la formazione delle valanghe perchè quando la neve è soffice ed asciutta viene facilmente trasportata ed accumulata dal vento. La caratteristica di questo modello di pericolo è rappresentata dal fatto che lo strato debole e costruito dalla neve soffice stessa e ad esso si è sovrapposto un accumulo eolico. Il vento ha tre effetti importanti sulla neve:

  • trasporto
  • frantumazione dei cristalli
  • sinterizzazione

Di norma è la neve fresca o quella priva di coesione trasformata dai forti gredimenti termici ad essere trasportata e quando il vento trasporta la neve dà origine a pericolosi accumuli fragili e reattivi. Gli accumuli eolici freschi non sono sempre facili da riconoscere visivamente è il sistema che andremo a realizzare a come uno dei scopi principali valutare preventivamente questa situazione.

Neve Bagnata

Con pioggia o irraggiamento solare gli strati superficiali del manto nevoso diventano umidi e all'aumentare della quantità d'acqua libera la stessa inizia a penetrare in profondità fino a inondare particolari livelli di transazione tra strati di diversa porosità. A questa attività ne consegue una notevole riduzione della resistenza degli strati e la probabilità di un distacco. La pioggi in particolare oltre alla riduzione della resistenza degli strati inferiori provoca anche un pericoloso aumento del sovraccarico. Una successione critica degli strati, alternnza tra strati coesi e strati deboli, interessata da massiccio aumento dell'acqua libera può indurre temporaneamente a una situazione molto critica con distacchi anche spontanei. Il pericolo diminuisce in modo altrettanto rapido quando la temperatura torna a scendere sotto gli 0° perchè si passa da uno stato liquido ad uno solido, il ghiaccio. Il riscaldamento giornaliero e il forte irraggiamento solare portano alla funzione degli strati superficiali e alla penetrazione dell'acqua libera all'interno del manto nevoso. Il pericolo dipende quindi dall'esposizione dei pendii, dalla loro pendenza, dalla quota, dalla stagione ed infine dall'orario. Di norma oltre i 2000Mt queste situazioni iniziano a verificarsi all'inizio di marzo sui pendii a sud mentre quelli esposti a nord più tardi.

Altro problema che può creare una situazione di neve bagnata è dovuto dalla piogge. Il manto nevoso assorbe una grande quantità d'acqua tipo spugna ed inseguito a ciò perde coesione e aumenta il peso proprio. A questo processo è associatò un marcato aumento del pericolo valanga. Questo pericolo è molto presente nell'appennino centrale dove i fenomeni dovuti a scontro di masse fredde da nord e calde e umide da sud aumentano il rischio di pioggia.